mercoledì 22 agosto 2018

Entriamo nel Centro storico di Castiglione: la via Roma, il decumano massimo

La via Roma, che attraversa una parte del Centro storico di Castiglione Olona, passa dalla porta orientale a quella occidentale, per giungere, alla sua conclusione, al cosiddetto ponte romano; che romano non è ma, certamente, almeno nella sua struttura attuale, è medievale. Il ponte attraversa il fiume Olona e permette di raggiungere la zona dei mulini e poi, attraverso il Piccolo Stelvio, la frazione di Gornate Superiore.

Questa via assume, quindi, una direzione est-ovest, secondo il tracciato del tipico accampamento romano, che veniva costruito con due percorsi perpendicolari che si incrociavano al centro: il decumano massimo, appunto, in direzione est-ovest, ed il cardo massimo, in direzione nord-sud. Le altre vie erano parallele all'una o all'altra. E che a Castiglione Olona si possa risalire ad un sistema romano nel tracciato delle vie lo fa pensare il fatto che, secondo alcuni storici, la città sarebbe stata fondata dai romani all'inizio del V° secolo a. C.Quindi con un tracciato similare.

Ma il Centro storico di Castiglione Olona non è e non è mai stato adatto, almeno nella sua morfologia, ad avere una distribuzione viaria secondo la norma, poiché il decumano corre ai piedi della collinetta che sale al castello del Monteruzzo e non avrebbe la possibilità di essere attraversato dal cardo, che esiste ma si sviluppa, più o meno a metà del decumano, lungo via Cavour e piazza Garibaldi: giungendo nella piazza del Centro storico.

Che la via Roma fosse un passaggio importante lo si evince anche dal fatto che, secondo alcuni studi, questo sarebbe il tratto della via romana Comum Novaria che unisce le due città della Lombardia e del Piemonte. Un percorso che non si sa come collocare nel suo complesso, ma che, secondo alcuni studi, che condividiamo, partirebbe da Como lungo la cosiddetta Napoleona, che diventa poi Varesina, attraversa Olgiate Comasco, Solbiate Comasco, Binago, scende a Venegono Superiore e da lì a Castiglione Olona, passando dalla chiesa di Madonna in campagna (di cui parleremo), che segna un passaggio obbligato, e scenderebbe al Centro storico per risalire fino a Morazzone, Gazzada e poi verso il Ticino. Secondo altri studi, invece, si dirigerebbe verso Castelseprio, capitale del contado, per girare, infine, verso Novara. Ma il tratto nel Centro di Castiglione non è negato da nessuno.

La dimostrazione che la via Roma potesse, a buona ragione, essere percorso di grande transito si ricava, oltre che dal ponte, anche dal fatto che, scendendo verso l’Olona, poco prima di attraversare il fiume, se ci si gira sulla destra, sono presenti i ruderi di un luogo, che ancora oggi è chiamato Castelletto; e che sarebbe proprio a salvaguardia del ponte stesso, in una posizione riparata per chi giungeva da est, che avrebbe visto il mastio solo all'ultimo momento, a pochi passi dal fiume, mentre passava sotto le sue mura lungo la via che si restringe e non offre ripari; e, per chi proviene da ovest, scendendo da quello che qui è chiamato Piccolo Stelvio, per una singolare somiglianza con la salita tutta curve che richiama il passo omonimo, che si sarebbe trovato sotto il fuoco delle armi dei difensori della città, frecce o archibugi che fossero, senza possibilità di riparo alcuni. Un ottimo punto di difesa, quindi.

Attualmente, il Castelletto, che è una proprietà privata, è ridotto ad un rudere, il che è un peccato, perchè la sua importanza nella storia locale è evidente, e, secondo alcune ricerche, sarebbe stato anche citato in una lettera di Manzoni ad alcuni amici, a dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, che non è un resto recente e che, già ai primi anni dell’Ottocento, assumeva una grande rinomanza.
Ma torniamo alla via Roma.

Secondo gli abitanti del Centro, questa via era ricca di negozi. D’altra parte, fino agli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso, qui gravitava tutta la popolazione castiglionese. E qui erano presenti numerosi spazi commerciali di cui andiamo a dire.

Abbiamo parlato di questi insediamenti con quattro persone, le signore Iride Antognazza, Mariacarla Beati e le sorelle Santina e Mariuccia Montoli, che abitano, ancora oggi, nel Centro storico e che hanno ripercorso, assieme a noi, la via Roma, ricordando i nomi dei negozianti e di cosa si pccupassero. E per questo siamo loro molto grati, per la loro disponibilità, per la carineria e per aver aperto uno squarcio nella storia del Centro. Anche con un po'di nostalgia.

lasciamo a loro la parola. In un turbinare di ricordi che si infilano uno nell'altro,a volte sovrapponendosi, a volte confortandosi a vicenda; altre volte, infine, contrastandosi nel ricordo.

“Proprio appena oltre la porta orientale, sulla destra c’è una viuzza a fondo cieco (che termina alle spalle del palazzo del cardinal Branda Castiglioni). Qui, pochi passi, sulla sinistra, c’era un’osteria chiamata il Circolino. Scendendo ancora, c’era la Cooperativa: un negozio di alimentari, e, subito dopo, l’osteria e vineria del Costante. Subito dopo, c'era il Concollato, che faceva il ciclista. Sulla sinistra c’era un negozio del Bandera, che vendeva bombole e stufe a gas; poi c’era la tintoria Clarich e la macelleria del Culio (Poretti). Dove oggi c’è la vetrina della Proloco, c’era il Cremona, il calzolaio, e poi il negozio di abbigliamento del Luciano Mentasti. Poi si apriva la corte del Doro, l’ortolano (tuttora chiamata così, e oggi sede del Museo di Arte Plastica: l'unico in Italia che conservi materiale plastico trasformato in arte. Di cui parleremo presto). Scendendo verso il ponte romano, sempre sulla sinistra, c’erano due parrucchieri, uno di fianco all'altro, il Pierino ed il Felice. Prima del ponte, sulla destra, c’era l’Osteria della Cesarina.” Di questa signora si conosceva, o si vociferava, anche un altro impiego, diciamo dedicato alla parte maschile del Centro storico. Le nostre storiche locali glissano elegantemente, con un sorriso benevolo sulle labbra. IMpagabili.

La piazzetta di Casa Clerici è proprio a metà della via Roma. Di fronte alla corte del Doro. La casa, secondo i suoi abitanti, nasce come convento, per diventare, in seguito, una caserma. La presenza del Castelletto, di cui abbiamo parlato sopra, potrebbe esserne una dimostrazione del carattere difensivo del sito.

Questa era la via Roma, negli anni addietro: quando Castiglione Olona era tutta qui, tra le mura del suo Centro storico. Poi, c’erano le altre vie, altrettanto animate, ci sui parleremo in un altro momento.

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