Prima di tutto, parlando della via papa Celestino, vanno chiarite due cose: il suo percorso, piuttosto particolare, e il numero ordinale del papa.
Prendiamo in considerazione la questione topografica. La via parte dall’incrocio con la statale 233, dove sorge la chiesa di Madonna di Campagna, che dà il nome al rione omonimo, e si dirige verso il monumento degli alpini terminando presso il cimitero. Anni fa, prima che nascesse l’attuale piazza della Repubblica, la via proseguiva diritta costeggiando le case collocate sulla sinistra per chi entra in città dalla statale. Quando venne creata la piazza, siamo attorno agli anni Cinquanta o poco dopo, periodo in cui si urbanizza il centro nuovo di Castiglione Olona, essendo questa piazza collocata non al centro dello slargo ma a ridosso delle case sulla sinistra, essa venne aad interrompere la via tra l’attuale civico 4 ed il civico 6. Poichè, nell’angolo destro della piazza c’è la via Verdi, ecco che molti non riescono a trovare il percorso della via papa Celestino e si perdono. Chiarito questo aspetto, veniamo alla questione legata al numero ordinale del papa. La persona a cui è stata dedicata la via è Celestino IV e non V, come alcuni affermano e, addirittura, scrivono sull’indirizzo o sulle pubblicità, ignari dell’esistenza di un papa castiglionese, il IV, e convinti che la via sia dedicata al papa abruzzese, più noto del nostro per le vicende legate alla sua abdicazione. Per intenderci, interpretando Dante Alighieri, il papa del “gran rifiuto”.
Ebbene, no. Celestino IV è un papa castiglionese, Goffredo da Castiglione, che nasce a Milano in una data che non si è riusciti a definire e che venne elevato sul trono di Pietro il 25 ottobre 1241, consacrato il 28 dello stesso mese, e regnò solamente per 17 giorni, fino al 10 novembre dello steso anno, quando morì.
Figlio di Giovanni Castiglioni e di Cassandra Crivelli, era della famiglia dei conti di Castiglione ed imparentato con il papa Urbano III, di cui era nipote (la Crivelli era la sorella del papa). Era un monaco cistercense nell’abazia di Altacomba, divenuto vescovo di Sabina e Cardinale di S. Marco. Autore di una storia del regno di Scozia, fu anche attivo inquisitore, avendo introdotto questo sistema a Milano nel 1228.
Viene eletto dopo la morte di Gregorio IX in un conclave piuttosto lungo, almeno in relazione ai conclavi a cui siamo stati abituati negli ultimi tempi. Pare che l’elezione avvenisse anche in una situazione di costrizione. I cardinali, dodici in tutto, uno dei quali morirà durante le operazioni, indecisi sulla scelta del successore di Pietro, in contrasto tra loro sulla figura di un cardinale che fosse favorevole o meno a Federico II, sarebbero stati rinchiusi dal senatore Matteo Rosso Orsini, capo del comune di Roma, nel Settizonio, sul Palatino, un rudere risalente a Settimio Severo. Non era la prima volta che i cardinali venivano rinchiusi (da qui il termine conclave: cum clave: luogo chiuso con una chiave), separati dal mondo per scegliere il nuovo papa. La scelta venne così affrettata per le difficoltà a cui erano costretti i cardinali e si giunse ad un compromesso scegliendo la figura di Goffredo da Castiglione.
Eletto il 25 ottobre, venne insediato il 28 in S. Giovanni in Laterano. Ma era anziano e malato e non giunse alla vera e propria consacrazione morendo il 10 novembre. Nello stemma viene raffigurato il leone rampante che solleva il castello simbolo della città di Castiglione Olona.
Dopo la sua morte, a conferma che i tempi erano davvero difficili, la cattedra di S. Pietro resterà vacante fino al 25 giugno 1243, quando venne eletto il suo successore, Innocenzo IV.
Via_papa_celestino_IV.doc
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