giovedì 20 agosto 2009

Via cardinal Branda Castiglioni

La via cardinal Branda Castiglioni procede dalla centralissima piazza Garibaldi, dove sorge il palazzo della famiglia Castiglioni, e prosegue fino alla piazza antistante la Collegiata, l’opera di maggior pregio voluta dal cardinale. La via collega idealmente, oltre che fisicamente, le due grandi sedi dell’opera culturale, religiosa, sociale e civile del maggior personaggio che la città di Castiglione Olona abbia mai avuto.
Una vita lunghissima quella del cardinale, che nasce a Milano il 4 febbraio 1350 e muore a Castiglione Olona, dove è tuttora sepolto, il 3 febbraio 1443.
Su di lui sono stati scritti libri, sono nati siti internet e ci sono numerose pubblicazioni che lo vedono protagonista. Noi ne vogliamo tracciare una non nuova, ma diciamo così, adatta a tutti, com’è l’intento di questi blog.
Una cosa che dobbiamo subito prendere in considerazione è che questo personaggio svolse un ruolo centrale nella vita della chiesa del tempo. Un tempo segnato dal grande scisma che vide, ad un certo punto, ben tre papi contendersi il trono di Pietro. E che vide stemperare la contesa, almeno in parte, con l’importantissimo concilio di Costanza (1414 – 1418) da cui esce un’Europa completamente diversa da quella che si era presentata ai primi cardinali conciliatori, e, quindi, anche al cardinal Branda: un’Europa che si lascia alle spalle i residui del medioevo per veleggiare verso l’Età moderna.
Ma torniamo a parlare del nostro protagonista.
Nasce a Milano, studia a Pavia, dove si laurea in diritto canonico, materia che insegna nello stesso ateneo in cui ha conseguito la laurea. È, subito, un personaggio di rilievo, se Gian Galeazzo Visconti lo invia a Roma con l’incarico di ottenere dei privilegi per l’università da parte del papa Bonifacio IX. E qui mostra doti diplomatiche di prim’ordine, tanto che diviene ambasciatore. La sua carriera ecclesiastica lo porta ad assumere il ruolo di vescovo di Piacenza (1404), lo porta al concilio di Pisa (1409), dove si discute, senza trovare una soluzione, dello scisma della chiesa cattolica. Nel 1412 fu creato vescovo e conte di Vesprem, in Ungheria, un luogo in cui era già stato, con altri incarichi, tra il 1402 ed il 1410. In questa occasione nasce l’amicizia con Sigismondo di Lussemburgo, re dei romani ed imperatore del Sacro romano impero. Due anni dopo, alle soglie del concilio di Costanza, diventerà cardinale.
Qui, nonostante il suo rapporto con Giovanni XXIII (non è un errore, è proprio Giovanni XXIII, Baldassarre Cossa, e si tratta di un antipapa), da cui aveva ottenuto il cappello cardinalizio, contribuisce alla nomina di Ottone Colonna al soglio pontificio, con il nome di Martino V. Questi confermerà la nomina a cardinale del prelato castiglionese. Con cui, il 6 novembre 1418, consacra l’altar maggiore del duomo di Milano.
Una vita ricca di avvenimenti, di incontri, di incarichi pregiati, percorsa da incarichi di altissimo livello che lo portarono a conoscere ed a frequentare l’amicizia di prelati, imperatori, papi ed artisti. E qui prende il via la seconda parte della vita del cardinale, tutta rivolta al suo borgo, che diventerà, grazie a lui, ed è tuttora, un centro di grandissimo pregio artistico.
Nel 1422, il cardinale aveva la bellezza di 72 anni, grazie ad una bolla di Martino V, ottiene di poter erigere la chiesa Collegiata, sulle antiche rovine del castello di Castiglione Olona. La bolla pontificia viene letta e presentata al popolo festante. Ma, prima di dedicarsi completamente alla sua città, avrà ancora un impegno importante: viene inviato in Boemia per arginare il movimento ereticale di Giovanni Huss. Quindi andrà a Colonia, con il condottiero Filippo Scolari, detto Pippo Spano.
Ma, intanto, a Castiglione Olona si sta lavorando per trasformare il borgo di Castiglione Olona nella prima città rinascimentale d’Italia. Non dimentichiamo che dopo la pace di Lodi, del 1454, il Rinascimento esploderà in tutta l’Italia e che, quindi, il Branda fu un vero precursore.
Il 25 marzo 1425, viene consacrata la chiesa Collegiata. Che non era ancora il gioiello d’arte che possiamo ammirare. Perché è solo alcuni mesi dopo che Branda Castiglioni incontra Masolino da Panicale. Entrambi, il cardinale ed il pittore, partiranno, alcuni mesi dopo per l’Ungheria dove si ritroveranno.
Siamo nuovamente in un momento importante per la chiesa cattolica. Dopo la convocazione del concilio di Basilea (1431 – Ferrara 1438 – Losanna 1449) da parte di Martino V, il papa muore e toccherà al suo successore, Eugenio IV, Gabriele Condulmer, condurre i lavori del vertice della chiesa cattolica. E toccherà al Branda Castiglioni firmare alcuni documenti cardine del concilio stesso.
Siamo nel 1442 quando Branda Castiglioni torna nella sua città. Qui si ammala e pochi mesi dopo, il 3 febbraio 1443 muore. Viene sepolto nella chiesa Collegiata, alla sinistra dell’altare maggiore in una tomba che venne ispezionata nel 1935 e che conteneva, oltre alle spoglie mortali del cardinale, anche una pergamena di Giovanni da Olmutz, che ne descrive la vita e le opere.
Della sua grande opera di mecenate restano la chiesa Collegiata, il palazzo Branda Castiglioni, il Battistero dove sono conservate opere pittoriche di Masolino da Panicale, Lorenzo di Pietro, detto il Vecchietta e Paolo Schiavo. Resta anche la chiesa di Villa, alla cui cupola, dice la tradizione popolare, avrebbe lavorato, almeno in un primo momento, lo stesso Brunelleschi. Resta il palazzo del comune, che nasce come Scuola di grammatica e di musica, aperta ai giovani di buoni talenti, e che resta tale fino al 1880, quando diviene palazzo comunale, appunto. Restano il Pio luogo dei poveri di Cristo.
Resta lo spirito di un grande personaggio che lavorò per la sua chiesa e per la sua città e che ha regalato tutto questo ai posteri. A noi.


Via_branda_castiglioni.doc

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